• Da divo a contadino: l'AI che travolge il lavoro
    Jun 23 2026

    L'intelligenza artificiale può cancellare migliaia di posti di lavoro in una notte? È successo in Cina, dove ByteDance, l'azienda di TikTok, ha lanciato Seedance 2.0: un modello AI che genera scene professionali per realizzare micro-drama in sessanta secondi da un semplice prompt. In 90 giorni le produzioni AI sono diventate il 95% del mercato dei microdrama, l'industria da 12,8 miliardi di euro che ha superato il cinema tradizionale cinese.

    Zhang Xiaolei, attore con oltre 200 produzioni alle spalle, 200 micro-drama, oggi coltiva peperoncini sull'altopiano del Qinghai. La Hollywood cinese di Hengdian, lo studio più grande del mondo, è piombata nel silenzio.

    Ma è stata davvero l'AI? Lo stesso tipo di tecnologia in Occidente è rimasto un giocattolo: Sora di OpenAI è stato chiuso. La verità sta altrove: nel monopolio di ByteDance sull'intera filiera, nella corsa in Borsa di iQIYI, in un contratto modificato per aumentare i margini. In questa puntata: il database AI dei volti delle star, la rivolta su Weibo, lo sciopero di Hollywood del 2023 e la marcia indietro finale che rivela chi gira davvero la manopola del mercato del lavoro.

    DigitMondo è il podcast di Digitalic su tecnologia, intelligenza artificiale e geopolitica. Se ti piace la puntata, segui il podcast.

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    15 mins
  • L'era degli influencer è finita: i social nell'epoca dell'AI
    Jun 18 2026

    L'era degli influencer è finita, lo dice Silvio De Rossi, "Dero", vent'anni nel web italiano, già direttore di Blogosfere, oggi a capo di Blueberry Factory e fondatore di Nebula Collective, agenzia che lavora con i modelli sintetici, gli influencer generati dall'intelligenza artificiale.

    Il numero in alto al profilo non conta più, conta quello che converte, quello che si guarda fino in fondo, quello di cui ti fidi. Un figlio di sceicco con diciotto follower vale più di chi ne ha centomila se vuoi vendere una hyper car di lusso;

    Dietro questa frattura, l'intelligenza artificiale che cambia tutto: il 50% dei contenuti che scorri online è già generato da una macchina: l'AI come un coltello, dice Dero: neutra, dipende da chi la impugna,.

    Poi il lato oscuro: volti falsi, truffe, influencer sintetici che quasi nessuno riconosce come tali e i ragazzi di vent'anni che i social li vivono nei DM non nel feed, mentre l'AI la guardano con sospetto.

    Una conversazione che attraversa il Pandoro Gate, l'AI Act, l'automotive, la fine dell'influencer marketing, e si chiude con un consiglio diretto ai diciottenni di oggi.

    DigitMondo. Ogni settimana, una storia che racconta come l'intelligenza artificiale sta riscrivendo il mondo.

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    30 mins
  • Per la sovranità Digitale non abbiamo il coraggio - Frank Karlitschek
    Jun 16 2026

    L'Europa è preoccupata, si sta arrovellando su come ottenere una qualche forma di sovranità digitale, cioè essere non solo indipendente dai colossi americani della tecnologia, ma come garantire ad imprese e cittadini una vera privacy dei loro dati, un controllo sicuro sulle informazioni che mettiamo ogni giorno nel cloud e nelle AI. La discussione va avanti da tanti anni, e negli ultimi 3 è diventata più urgente, negli ultimi 9 mesi, con l'imprevedibile presidenza Trump quasi esistenziale. Eppure ancora oggi il 70% dei dati europei è su cloud americani e una soluzione non è all'orizzonte... perché?

    Secondo Frank Karlitschek, il fondatore e CEO di Nextcloud, in Eropa le aziende ci sono, le competenze pure: quello che manca è il coraggio. “La Commissione europea potrebbe decidere anche domani di acquistare solo soluzioni open source europee per le infrastrutture critiche. È esattamente quello che stanno facendo gli Stati Uniti. Quello che sta facendo la Cina. Quello che sta facendo la Russia. Lo stanno facendo tutti, tranne noi”.

    Perché l’Europa non lo fa? È colpa della burocrazia, dell’assenza di investimenti? Cerchiamo di capirlo in questo puntata in un confronto con chi un’alternativa Europea ai Software esteri l’ha realizzata, appunto Frank Karlitschek.

    I temi: sovranità digitale, Nextcloud, cloud europeo, open source, Microsoft alternativa, Cloud Act, Frank Karlitschek, digitalizzazione Europa, AI Europa.

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    16 mins
  • Magnifica Humanitas e l'ateo che chiede una coscienza al Papa
    Jun 9 2026

    Magnifica Humanitas è la prima enciclica di Papa Leone XIV ed è sull'intelligenza artificiale, anzi sull'umanità attraversata dall'AI. Per capirla davvero però, dobbiamo partire da una scena. Alla sua presentazione, nell'Aula del Sinodo, tra i cardinali siede un ateo di 34 anni: è Christopher Olah, cofondatore di Anthropic, l'azienda dell'AI Claude. Non è venuto a difendere la tecnologia: è venuto a chiedere alla Chiesa di prestargli una coscienza.

    In questa puntata di DigitMondo, parliamo di AI e Magnifica Humanitas, l'enciclica che sposta lo sguardo dalle "cose nuove" della Rerum Novarum di Leone XIII all'umanità che le attraversa, e come la si custodisce"nel tempo dell'intelligenza artificiale".

    Dentro l'episodio: le tre domande che Olah confessa di non saper risolvere da solo (il dovere verso i poveri del mondo, il senso di umanità nell'era dell'AI, la natura misteriosa dei modelli che mostrano segni di introspezione, gioia e paura); chi è davvero Olah, dalla Thiel Fellowship di Peter Thiel a Google Brain fino alla fondazione di Anthropic, e cos'è l'interpretabilità meccanicistica, l'arte di aprire la scatola opaca dell'AI; infine i veri motivi per cui Anthropic ha voluto essere in Vaticano, tra posizionamento etico, scontro con Trump sul Pentagono e la corsa alla legittimazione in Europa.

    🎙️ Gli inserti audio di Christopher Olah sono tratti dal video ufficiale di Vatican Media / Vaticano sulla presentazione dell'enciclica Magnifica Humanitas (Aula del Sinodo, 25 maggio 2026).

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    #MagnificaHumanitas #PapaLeone #IntelligenzaArtificiale #Anthropic #AI #DigitMondo #Digitalic

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    15 mins
  • Perché i giovani fischiano l'AI
    Jun 2 2026

    Quando Eric Schmidt (ex Google) è salito sul palco della cerimonia di Laurea dell'Università dell'Arizona per parlare di AI, una platea di diecimila laureandi lo ha fischiato... e non è stato un caso isolato.

    Tra l'8 e il 18 maggio 2026, in quattro università americane diverse, gli speaker dei discorsi di laurea sono stati contestati ogni volta che hanno elogiato l'AI. Una realtà nuova, che spezza una tradizione lunga decenni. Sembra così lontano Steve Jobs, che nel 2005, pronunciava il suo celebre "stay hungry, stay foolish" davanti alla platea adorante della Stanford University.

    In questa puntata di DigitMondo raccontiamo anche la storia di Houda Eletr, la studentessa di giornalismo dell'Università della Florida Centrale che ha trasformato i "Boo" in un manifesto generazionale. Cerchiamo di capire perchè i giovani americani odiano l'AI e cosa questa tecnologia gli stia togliendo.

    Una puntata che attraversa l'America, cita il premio Nobel Philippe Aghion e il modello danese di flexicurity, per chiederci se forse manca un patto sociale, per l'AI e se è questa mancanza che porta le nuove generazioni a fischiare la tecnologia più acclamata della nostra era.

    Ascolta DigitMondo, il podcast di Digitalic, e seguilo sulla tua piattaforma preferita.

    Fonti audio per gli inserti

    Fischi UCF, apertura sul momento "industrial revolution"Canale ufficiale University of Central Florida, ceremony College of Arts and Humanities + Nicholson School of Communication and Media, 8 maggio 2026 ore 19:youtube.com/watch?v=zwYkHS8jvSE

    Applausi UCF su "Only a few years ago, AI was not a factor in our lives"Stesso video ufficiale UCF, sempre il commencement dell'8 maggio:youtube.com/watch?v=zwYkHS8jvSE

    Fischi a Eric Schmidt all'University of ArizonaCanale ufficiale University of Arizona, 162nd Commencement, Casino Del Sol Stadium, 15 maggio 2026:youtube.com/watch?v=b1eM3jv0vWY

    Steve Jobs "Stay hungry, stay foolish" a StanfordCanale ufficiale Stanford University su YouTube, 114th Commencement, 12 giugno 2005:youtube.com/watch?v=UF8uR6Z6KLc

    Steve Wozniak "It takes nine months" al GVSUCanale ufficiale Grand Valley State University, Commencement Van Andel Arena, 2 maggio 2026 ore 15:youtube.com/watch?v=-bn3ydOuMm4

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    19 mins
  • Solo il Sud si salverà dall'AI?
    May 26 2026

    Brunori Sas ha detto che la Calabria è il futuro… Lo ha detto ridendo, sul divano del podcast Tintoria, ma i dati del rapporto Anitec-Assinform e Politecnico di Torino sul mercato del lavoro italiano dicono sostanzialmente la stessa cosa: il Mezzogiorno ha la più alta concentrazione di lavoratori con competenze che l'AI non può sostituire, solo potenziare.

    In questo episodio di DigitMondo esploriamo una tesi controintuitiva: il Sud Italia è strutturalmente meglio attrezzato del Nord per affrontare l'impatto dell'intelligenza artificiale, non volendolo… non per scelta: per storia. Perché l'AI automatizza ciò che il capitalismo ha già standardizzato, e il Sud non ha mai standardizzato pienamente la sua struttura economica.

    Analizziamo i dati, sfatiamo due luoghi comuni, e proviamo a capire se questo vantaggio esiste davvero e se qualcuno avrà il coraggio di trasformarlo in strategia prima che evapori.

    Fonti citate nell'episodio:

    Anitec-Assinform / Politecnico di Torino (2026) — L'IA nel mercato del lavoro italiano: professioni, modelli di adozione e la sfida della formazione”. https://www.anitec-assinform.it/pubblicazioni/studi/l-ia-nel-mercato-del-lavoro.kl

    Dalla Zuanna A., Dottori D., Gentili E., Lattanzio S. (2024) — An assessment of occupational exposure to artificial intelligence in Italy, Occasional Papers n. 878, Banca d'Italia Fonte del dato sui 4,75 milioni di lavoratori a rischio. https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2024-0878/index.html

    Brynjolfsson E. et al. (2025) — Canaries in the Coal Mine? Six Facts about the Recent Employment Effects of Artificial Intelligence, Stanford Digital Economy Lab Fonte del dato -20% developer under 25 e della soglia 70%/30% laureati. https://digitaleconomy.stanford.edu/wp-content/uploads/2025/08/Canaries_BrynjolfssonChandarChen.pdf

    Klein Teeselink B. (2025) — Generative AI and Labor Market Outcomes: Evidence from the United Kingdom, King's College London Fonte del dato -23% offerte di lavoro nelle professioni più esposte all'AI generativa nel mercato britannico. https://www.kcl.ac.uk/news/new-study-reveals-early-impact-of-ai-on-job-market-in-uk

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    12 mins
  • Trump in Cina: inizia la guerra fredda dell'AI
    May 19 2026

    Il viaggio di Trump in Cina sancisce l'inizio di un nuovo periodo, quello della guerra fredda dell'intelligenza artificiale. Per capirlo bisogna partire dalla fine, c'è una scena che racchiude il senso del viaggio e la descrive Emily Goodin, cronista del New York Post. Tutti i delegati statunitensi, prima di risalire sull'Air Force One, hanno gettato in un cestino alla base della scaletta tutto ciò che avevano ricevuto in dono durante il viaggio. Telefoni usa e getta, regali, spille, badge... Tutto. Questo racconta molto bene il periodo che si apre: relazioni diplomatiche aperte, sorrisi, ma una totale sfiducia di base tra i due blocchi. In questo episodio di DigitMondo le cinquantadue ore di Trump a Pechino che non è stato solo un summit commerciale, ma il momento in cui l'intelligenza artificiale ha smesso di essere una questione tecnologica ed è diventata la nuova “arma nucleare” del secolo. Con Jensen Huang che sale all'ultimo momento sull'Air Force One ad Anchorage e mangia Noodles da solo tra gli Hutong, con Scott Bessent che alla CNBC pronuncia la frase che cambia tutto, con Xi Jinping che rilancia per la terza volta a un presidente americano la metafora della trappola di Tucidide e una banda militare cinese che suona YMCA dei Village People al banchetto di Stato, senza che nessuno dei due leader capisca di cosa parla davvero quella canzone.

    Fonti degli inserti audio:

    Scott Bessent, CNBC, 14 maggio 2026 ;

    Xi Jinping, Grande Sala del Popolo, 14 maggio 2026, Ministero degli Esteri cinese, CCTV


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    20 mins
  • Cosa non abbiamo capito dell'AI su lavoro ed economia | Il Nobel Aghion
    May 12 2026

    Ci siamo concentrati sull’automazione che porta l'AI e non sul potere della ricombinazione delle idee esistenti, da cui derivano la maggior parte delle innovazioni. Lo dice Philippe Aghion, Nobel per l'Economia 2025 che spiega cosa l’Europa non ha ancora compreso bene sull’AI.

    L'AI aggiunge almeno 1% di PIL all'anno per un decennio grazie all’automazione, più lo 0,5% per sempre con la creazione più veloce di nuove innovazioni. L'AI non distrugge solo lavori (questo lo fa) ma ne moltiplica altri. Perché accelera l'innovazione, abbassa il costo di trovare idee nuove, ricombina conoscenza esistente a velocità che nessun ricercatore umano potrebbe raggiungere. A chi guarda solo ai posti persi sfugge la metà del ragionamento. In questo episodio di DigitMondo cerchiamo di spiegare perché l'Europa produce ricerca scientifica di livello mondiale che poi genera innovazione che diventa prodotto all’estero. Affrontiamo la distruzione creativa che è alla base della crescita della nostra economia e il paradosso della regolazione normativa Europea che protegge i monopoli e gli oligopoli che vorrebbe arginare. L’Europa ha tutto quello che serve per sedere da protagonista al tavolo dell’AI, e anzi ha una cosa che sembra scarseggiare altrove: la democrazia, e su questo può costruire una nuova geopolitica dei valore per tornare al centro dello scacchiere dell’innovazione.

    Con la voce originale di Philippe Aghion dal Brussels Economic Forum 2026.


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    13 mins